San Donato di Ninea, in breve
San Donato di Ninea è un comune italiano di 1 056 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.
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Il toponimo San Donato viene menzionato per la prima volta in un diploma del luglio 1100, con il quale si riconfermavano all'abbazia di Santa Maria della Matina, in territorio di San Marco Argentano, tutti i possessi avuti in donazione, fra cui le chiese in territorio Castelli Sancti Donati. In una sentenza del 1153 emessa dalla Curia giurisdizionale di San Marco Argentano si nomina, fra i baroni di Val di Crati, un Ugone di San Donato. Nel 1276 San Donato, con una popolazione di 464 abitanti, è infeudato a Filippo Breton (o Bridone). Verso il 1280 San Donato appartiene a Baiamonte d'Arci, la cui la figlia Adelasia la porterà in dote al marito Gerardo, marchese di Arena e signore di Altomonte.
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Chiesa della SS. Assunta Familiarmente chiamata chiesa della "Motta" che significa etimologicamente "rupe staccata da un monte", è situata in posizione egemonica rispetto a tutto il paese. La sua costruzione, datata fra la fine del X secolo e l'inizio del XIII, avvenne progressivamente fino al suo totale compimento. Subì nella costruzione della torre campanaria l'influsso Normanno-Svevo mentre invece la facciata è in stile romanico. Sulla facciata stupendi sono la lunetta che si pensa rappresenti la volta celeste, il rosone con ai lati due piccole nicchie, le lesene che la congiungono alla terra e altre due nicchie maggiori con all'interno Sant'Anna e San Gioacchino poste ai lati della facciata.
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L'economia di San Donato è essenzialmente agricola (cereali, frutta e olive), affiancata dall'allevamento di bovini, ovini e suini. Sono presenti piccole industrie che producono manufatti in cuoio e vimini, e laboratori artigiani specializzati nel settore conserviero e nella lavorazione del legno.
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Il territorio, posto nell'alto bacino del fiume Esaro, nel comprensorio di bonifica montana, si trova per quattro quinti in montagna e, nel rimanente, in zona pre-montana. L'abitato del capoluogo è abbarbicato a uno sperone roccioso alle pendici del Cozzo del Pellegrino, la cima più alta del suo territorio, una diramazione sudoccidentale della catena del Pollino da cui lo separa l'altopiano di Campotenese. L'altitudine varia dai 1987 metri del Cozzo del Pellegrino, ai 180 metri sul livello del mare. Il Monte La Mula (1935 m s.l.m.), innevato per buona parte dell'anno e senza vie di comunicazione, rende difficoltosi i contatti degli abitanti di San Donato con quelli di Grisolia e Verbicaro, comuni limitrofi posti nel versante occidentale della Mula.
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