Mendicino, in breve
Mendicino (Mennicìnu in dialetto cosentino, Mennikino in greco bizantino) è un comune italiano di 8 864 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.
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La prima citazione storica del comune di Mendicino la si deve probabilmente ad Ecateo di Mileto, logografo del VI secolo a.C., elencando le città enotrie, cita Moenekine (Μοινεκίνη in greco antico), nome originario alterato nel tempo, del comune di Mendicino. La storia del comune inizia dalle caverne paleolitiche di Micino Vecchio, situate nei pressi del ponte Alimena, a sinistra del fiume Caronte, adiacenti a Sant'Agata nella contrada Laurata, a sinistra del fiume Mericano, e delle Le Grotte situate nei pressi della confluenza dei fiumi Arconte e Mericano, per continuare ai ritrovamenti di numerosi resti di villaggi neolitici disseminati sulle alture rocciose, per finire ai ritrovamenti archeologici del periodo greco e romano di San Michele.
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Chiesa Matrice di San Nicola di Bari: è situata nell’antica Piazza Duomo, è la principale chiesa del comune ed è sede parrocchiale. Le sue origini risalgono presumibilmente all’anno 1000, sebbene i primi documenti storici certifichino la sua presenza già al tempo dei Normanni. Nel corso dei secoli, a causa di eventi politici, sociali e dei frequenti terremoti che hanno interessato l’area, l’edificio ha subito numerosi restauri e ricostruzioni. L’attuale struttura fu principalmente riedificata tra la seconda metà del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo. La chiesa presenta una facciata in blocchi di tufo, messa in risalto da una scalinata ampia, ed è affiancata da una torre campanaria. L’interno è composto da una navata unica con tre cappelle laterali su ciascun lato.
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Mendicino è un comune della provincia di Cosenza, situato a 475 metri di altitudine (quota riferita all'ingresso del Palazzo del Municipio), alle pendici di monte Cocuzzo, non lontano dal mare e a pochissimi chilometri dal capoluogo. Da Cosenza verso il paese, la recente espansione edilizia si apre in ampi spazi verdi: la strada è fiancheggiata da numerosi ulivi, fichi, querce, vigneti e campi seminati a grano circondati da viottoli erbosi che costeggiano la strada, insieme a rari casolari appoggiati sulle colline. Giunti a Candelisi, ci appare a sud, la prima veduta dell'antico paese con due erte di case. Il sole nasce sul belvedere, propaggine di una gola di fiume culminante con la torre dell'orologio, edificata su una ventosa distesa di ulivi.
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