Bisignano, in breve
Bisignano (Bisignanu in dialetto locale) è un comune italiano di 9 403 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.
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Non si conoscono con esattezza quali furono gli albori della città; alcuni storici antichi, e tra questi il Barrio, raccontano che il fondatore fu un tale Bescio, il quale condusse Aschenez, pronipote di Noè, fino in Calabria, dandole il nome di Bescia, che i Greci e i Romani cambiarono in Besidia. Altri storici, invece, fanno risalire le origini agli Ausoni. Certamente nel IV secolo a.C. Bisignano era una delle principali città della Confederatio Bruttiorum (vedi Bruzi). I numerosi ritrovamenti testimoniano comunque le antichissime e importanti origini della Città, in periodi storici che risalgono al XV e XIV secolo a.C. I siti archeologici di Bisignano nelle località di Mastro D'Alfio e di Comò custodiscono, sepolte, le vestigia della Bruzia Besidiae.
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Nella città di Bisignano sono presenti più di 15 Chiese: la chiesa concattedrale, il santuario di Sant'Umile, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Francesco, la chiesa dell'Immacolata, la chiesa di Santa Maria del Popolo, la chiesa di Santo Stefano, la chiesa dei Cappuccini, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la chiesa di San Pietro, la chiesa di Santa Maria de Justitieris, la chiesa di Sant'Andrea, la chiesa di San Bartolomeo, la chiesa della Pietà detta della Conicella, nonché una seconda omonima chiesa dedicata alla pietà e una recente chiesa dedicata a san Tommaso apostolo. Il santuario di Sant'Umile, conosciuto come “Convento la Riforma”, è stato fondato dal beato Pietro Cathin, inviato da san Francesco d’Assisi.
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Nonostante la soppressione del convento dei Minimi, ad opera dei Francesi (1809), a Bisignano, il culto e la devozione a san Francesco di Paola si sono mantenuti vivi. Il santo è festeggiato non solo il 2 aprile, ma anche il 14 luglio, per ricordare la protezione accordata agli abitanti in occasione del terremoto del 1767. In caso di prolungata siccità o di poggia torrenziale, è invocato dai membri delle confraternite del Rosario e dell'Immacolata Concezione con la pia pratica del trivulu ("lamento"). Trattasi di una pratica penitenziale, analoga a quella dei flagellanti, che dura tre giorni.
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Fra le attività artigianali che un tempo erano svolte nella città e che in qualche modo sono sopravvissute all'evoluzione tecnologica, sono degne di nota le arti della liuteria, le lavorazioni del ferro e quelle della ceramica e delle terrecotte. Nel settore degli strumenti musicali merita una citazione particolare la "chitarra battente", di origini antichissime, che è considerato lo strumento caratteristico calabrese.
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È posta a 350 metri sul livello del mare sulle ultime propaggini collinose della Sila greca, a dominio della valle del Crati. sede vescovile dall'VIII secolo, vanta i ruderi di un castello bizantino-normanno e la cattedrale, risalente al XIII secolo ma quasi interamente rifatta. Nicola Leoni, nel libro Dalla Magna Grecia e delle Tre Calabrie del 1845 descrive Bisignano così: «La città ha belli edifici, più parrocchie, un seminario, più monasteri, un monte di pietà. Educa un popolo di 4450 individui civili industriosi. È celebrata per le bellissime razze di cavalli. Si allontana da Cosenza a 20 miglia. La famiglia Sanseverino vi ebbe signoria.
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