Malvito, in breve
Malvito (Marivitu in calabrese) è un comune italiano di 1 551 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. Il suo nome deriva da malvetum, dal termine latino malva (malva) con l'aggiunta del suffisso collettivo -etum. È un centro agricolo dell'Alta Valle dell'Esaro, situato sul versante interno della catena Paolana, su un poggio alla destra del fiume in prossimità del confluente torrente Crispo. In questi ultimi decenni, la tradizionale vocazione cerealagricola ed ortiva è stata soppiantata dalla viticultura ed olivicoltura, anche in conseguenza del forzato abbandono della castanicoltura.
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Nonostante i reperti archeologici più antichi rinvenuti nel territorio di Malvito siano quelli appartenenti ad un complesso monumentale romano del I secolo rinvenuto in località Pauciuri, alcuni studiosi hanno voluto individuare a Malvito il sito della città magnogreca di Temesa, ad oggi convenzionalmente identificata più a sud, in prossimità del fiume Savuto tra Amantea e Nocera Terinese. A Malvito fin dal 982 vive una comunità monastica di rito greco dedita alla trascrizione dei testi: alcuni di questi esemplari unici sono ora conservati presso la Biblioteca Vaticana a Roma.
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L'abitato conserva notevoli resti di antiche opere fortilizie come il Castello Medievale e la Torre Normanna di forma cilindrica, ampliata e modificata da Roberto d'Altavilla detto "Il Guiscardo". Sempre del periodo medievale sono i resti delle mura di cinta dell'abitato. Molto interessante è il seicentesco oratorio della chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo. Fu in passato, per lungo tempo, sede Vescovile. Lo sfruttamento delle aree agricole e la possibilità di utilizzare l'energia idrica per la presenza di una innumerevole rete di torrenti e corsi d'acqua, hanno fatto sorgere, all'esterno dei centri abitati, particolari edifici come il mulino idraulico (mulino ad acqua).
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Il territorio comunale di Malvito è inserito in un'area di grande importanza orografica, tra la Catena Costiera, la Sila ed il Pollino. La cima più alta del territorio comunale è Cozzo Capo Bianco (993 m s.l.m.), ai piedi della quale si apre il Passo della Contessa (921 m s.l.m.), storica via di penetrazione tra la Valle dell'Esaro e la costa del Mar Tirreno, attraverso cui, risalendo dal mare, le armate Saracene, più volte, cercarono di espugnare la cittadella fortificata.
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