Cetraro, in breve
Cetraro (u Citràru in calabrese) è un comune italiano di 9 098 abitanti della provincia di Cosenza, in Calabria.
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Intorno alla nascita di Cetraro esistono diverse teorie e miti. Giovanni Fiore da Cropani, ne Della Calabria illustrata (1691) scrive che Cetraro era anticamente la città bruzia di Clampetia: Ma a confutare la sua teoria è la Tabula Peutingeriana, che posiziona Clampetia 40 miglia romane a sud di Cirellae e 10 miglia a nord di Temesa, ovvero sul litorale tra Fiumefreddo Bruzio e San Lucido. La città fu donata dalla duchessa Sichelgaita, seconda moglie di Roberto il Guiscardo, all'abate Desiderio IV Epifanio di Montecassino, per ringraziarlo dei buoni uffici prestati da quest'ultimo a Melfi allorché i Normanni si riconciliarono con il papa Leone IX. Dal 1086 al 1810 Cetraro fu retta dai Benedettini di Montecassino.
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A pochi passi dalla piazza principale (Piazza del Popolo) si trova, sita in via Roma, la Chiesa Madre di San Benedetto Abate. Costruita in seguito alla donazione di Cetraro per mano della principessa Sichelgaita a vantaggio dell'abbazia di Montecassino, la Chiesa era già esistente nel 1104. Ristrutturata durante la seconda metà del Settecento, è di stile barocco, con accesso mediante tre porte che segnalano le tre navate interne. Accanto alla chiesa si innalza un antico torrione, probabilmente una delle quattro torri della città, successivamente convertito in campanile.
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L'economia locale è essenzialmente basata sul turismo, principalmente estivo e sulla produzione agricola locale. Notevole è la coltivazione del Cedro da cui sembra derivi il nome del luogo.
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Il clima è quello tipico della costa mediterranea, con estati torride (causa anche dei numerosi incendi che si verificano ogni anno) e inverni assai miti. La valle dell'Aron rende Cetraro una località relativamente più ventosa rispetto agli altri centri della costa.
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