Albidona, in breve
Albidona (AFI: [albiˈdona]) è un comune italiano di 1 025 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. Si trova nell'alto Ionio Cosentino e faceva parte, fino alla sua soppressione, della comunità montana Alto Ionio. Secondo fonti antiche, Albidona sorge nei pressi delle rovine dell'antica città magno-greca Leutarnia, fondata dall'indovino Calcante, esule della guerra di Troia. Le sue origini storiche risalgono almeno all'XI secolo: fra i suoi primi feudatari figura anche il poeta Ruggiero d'Amico, giustiziere e poi cospiratore di Federico II di Svevia ed esponente della scuola poetica siciliana;
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Secondo una leggenda, il paese sarebbe stato fondato da un gruppo di profughi guidati dall'indovino Calcante che, ritornando dalla guerra di Troia, approdò sulle coste della Calabria citeriore, dove morì. Le origini di Albidona sono legate all'antica città magno-greca Leutarnia, di cui parlarono Licofrone e Strabone, ma la convergenza topografica tra i due centri non è attestata da alcuna fonte storica. Alcuni storici calabresi del XVII e XVIII secolo, Gabriele Barrio e Giovanni Fiore, ipotizzarono che Albidona sorgesse sulle rovine della mitica Leutarnia. In tempi successivi ne hanno parlato anche Giuseppe Antonini, l'abate Romanelli, l'autore inglese Cramer, Nicola Coscia e Gustavo Valente, rifacendosi alle fonti greche.
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La chiesa, secondo il Barillaro, è di origine seicentesca. Tuttavia, in un'altra fonte si trovano alcuni riferimenti al periodo longobardo e viene precisato che nel 1325 la chiesa di Albidona era già intitolata a san Michele arcangelo (protettore dei Longobardi). Nello stesso documento sono citati anche alcuni presbiteri. Essa ha una pianta a croce latina, dotata di un'unica navata e di un transetto: la copertura del soffitto è a capriate, mentre nella parte absidale si trova una cupola decorata. La facciata non è dotata di alcuna decorazione scultorea, ad eccezione di una piccola nicchia, nella quale si trova un crocifisso e delle finestre con vetrate, decorate con immagini del Nuovo Testamento.
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La Biblioteca Comunale "Sandro Pertini" è stata istituita nel 2016, presso i locali della vecchia Casa comunale, sita in via Municipio, nel rione Castello. Precedentemente, la Biblioteca Comunale, istituita nel 1981, era collocata presso l'edificio Municipale, in vico II Principe Umberto. L’istituto culturale contiene tra la documentazione una serie di volumi dedicati alla letteratura, alla musica, all’arte e alle scienze. L'accesso è libero e gratuito. È possibile ospitare nei locali anche visite guidate e conferenze. La Biblioteca "Torre di Albidona" è collocata all'interno della storica torre di avvistamento, nell'appendice litoranea del territorio albidonese.
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La cucina albidonese, pur essendo fortemente radicata nella tradizione calabro-lucana, presenta alcuni suoi tratti tipici o, comunque, rivisitazioni caratteristiche di pietanze della cultura gastronomica del suo comprensorio. Si tratta di una cucina semplice, caratterizzata tuttavia dalla presenza di sapori forti. Per quanto riguarda la carne, domina il maiale, il cui allevamento in ambito familiare e la sua macellazione nel periodo invernale ancora oggi sono una costante in tutte le famiglie albidonesi.
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Albidona, in linea con vari comuni limitrofi, figura tra i comuni più poveri d'Italia. I dati del 2022 del Mef indicano un numero totale di contribuenti pari a 810 persone fisiche. Circa la metà di essi sono pensionati (394), coerentemente alle statistiche sull'età media della popolazione (un terzo della quale rappresentata da over 65). Su un numero totale di contribuenti aventi reddito imponibile di 785 persone, il reddito imponibile medio pro capite è di 12535,29 euro, definendo Albidona come il 111º comune più povero d'Italia. A precederla in questa impietosa classifica sono perlopiù altri comuni calabresi, fra cui i vicini Castroregio e Plataci.
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Albidona è un piccolo centro montano posto a 810 m s.l.m., tra l'Alto Ionio Cosentino e il massiccio del Pollino, quasi ai confini della Lucania. Il territorio di Albidona è uno dei più vasti dell'Alto Ionio Cosentino, preceduto nel comprensorio soltanto dai comuni di Oriolo e Cerchiara di Calabria. Si estende costituendo una forma triangolare, i cui lati sono collocati, nella parte sud-occidentale, lungo il corso del torrente Saraceno (costituendo il confine con il comune di Plataci); nella parte settentrionale, lungo il crinale montuoso di Serra Manganile (che costituisce il confine con i comuni di Alessandria del Carretto, Oriolo, Castroregio ed Amendolara);
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