Cervicati, in breve
Cervicati (Çervikat in arbëreshe Cirvicàtu in calabrese) è un comune italiano di 761 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria.
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Le notizie storiche su Cervicati, detto anche "Monte Verno" o "Monte Velso" sono scarse. Alcuni storici ritengono che sia stato fondato nel 969 su un colle chiamato “Castrocucco”. Nel 1050, il condottiero normanno Roberto il Guiscardo, avrebbe dato il via alla costruzione dell'Abbazia di Santa Maria ad Nives in contrada Conicella, la cui chiesa sarebbe stata consacrata nell'aprile 1066 e della quale, oggi, restano solo dei ruderi. Oltre alla presenza di Arnolfo, arcivescovo di Cosenza e di alte autorità locali, erano presenti il finanziatore dell’opera, Guiscardo, e sua moglie Sichelgaita di Salerno.
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Chiesa Matrice di San Nicola di Bari in Piazza Guzolini Resti dell'antica chiesa in Piazza Chiesa Madre Chiesa San Francesco di Paola in Contrada Marinello Palazzo Guzolini in Piazza Guzolini Palazzo Cipolla in Piazza Guzolini Portali di varie case con stemmi tufacei Archi sovrastanti (supportici) che, in altri tempi, impedivano o permettevano l’accesso al paese.
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Testimonianza della presenza albanese sono soprattutto i costumi usati nelle manifestazioni folkloristiche e nelle piccole attività artigianali tra cui proprio la produzione di vestiti tipici degli arbëreshë. Oggi è molto sentita e rinnovata la tradizione della “vallja” (ridda o ballo con canti) che si esegue di solito nei giorni di Carnevale. In questa occasione le donne indossano i costumi tradizionali degli arbëreshë di Cervicati; nei primi due giorni i vestiti usati sono di velluto, mentre l’ultimo giorno viene indossato il vestito di gala, in seta laminata e raso gallonato in oro.
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Coltivazione delle leguminose, della vite, dell'olivo. Vasti castagneti sono presenti sul territorio. Impianti enologici e oleari e numerose piccole aziende per la produzione di fichi secchi.
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Centro agricolo della valle del Crati, situato sul versante interno della Catena Paolana, su un poggio sottostante al crinale del contrafforte che divide la valle principale da quella del fiume Esaro.
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