Rende, in breve
Rende (AFI: [ˈrɛnde], Renni in dialetto cosentino) è un comune italiano di 36 945 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria, situato a nord dell’area urbana di Cosenza. Si divide in due parti: il centro storico, che sorge su un colle a 474 m s.l.m. (altitudine riferita al sagrato della chiesa madre di Santa Maria Maggiore) e l'area moderna, nell'alta valle del Crati, che ospita la sede comunale posta a 183 metri s.l.m., e che è strettamente conurbata con Cosenza. Per effetto del DPR 11 marzo 2016 al comune di Rende è stato concesso il titolo di città.
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Gli antichi Enotri, provenienti dalla piana di Sant'Eufemia e da Clampetia (Amantea) fondarono nei pressi del fiume da essi denominato Acheronte, la primitiva Acheruntia, "le case dei forti presso le acque del fiume" e, successivamente, Pandosia. La zona era però inadatta alla difesa durante le guerre che in quel periodo si susseguivano numerose, alcuni Acheruntini abbandonarono quei luoghi per rifugiarsi in un posto più difendibile, l'odierna frazione di Nogiano. Questo nuovo insediamento, che risale al 520 a.C., fu denominato Aruntia (Αρουντία in greco), "le case dei forti", e successivamente Arintha. Lo storico Ecateo di Mileto, vissuto nel 500 a.C., cita Arintha come Città della Bretia di origine enotra. Le sorti della città seguirono quelle della vicina Cosentia.
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Le chiese presenti sul territorio di Rende in tutto sono 28, fra antiche, moderne, cappelle private, divise fra sette parrocchie differenti. Inoltre due sono sconsacrate, tre private, in tutto soltanto ventidue aperte regolarmente al culto, alcune di queste temporaneamente chiuse o in stato di restauro. Chiesa di Santa Maria Maggiore: è la chiesa madre di Rende, la più importante. Probabilmente eretta nel XII secolo, è dedicata a Santa Maria della Neve. È stata più volte ricostruita a causa dei terremoti, in particolare nei primi del 1500 e tra il 1740 e il 1799. Si trova al termine di un’ampia scalinata e presenta una facciata a salienti con tre portali in tufo e un rosone centrale a raggiera.
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Nel territorio di Rende ha sede l'università della Calabria, la maggiore delle università calabresi con il più grande campus universitario in Italia. Essa contava nell'anno accademico 2023/2024 21 392 studenti. L'università ha 6 facoltà: Economia, Farmacia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Politiche. Nel palazzo Vitari trovano spazio il Centro per l'arte e la cultura intitolato ad Achille Capizzano, sede di mostre e convegni sull'arte locale ed internazionale, ed il MAON Museo d'arte dell'Otto e Novecento. Il Museo Civico o del Folklore, nel palazzo Zagarese, è dedicato essenzialmente al territorio della Calabria Citeriore che corrisponde all'incirca alla provincia di Cosenza.
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Prima dell'attuale esplosione edilizia era un comune a prevalente economia agricola: si produceva tantissimo grano, olive, fichi, castagne, frutta, ortaggi e gelsi per l'industria della seta. Nella contrada Cutura si producevano angurie e meloni, un particolare formaggio pecorino prodotto dai pastori di Arcavacata, la coltivazione e lavorazione del tabacco da parte del barone Giorgelli, torinese trapiantato a Rende nei primi anni del 1900. Rende era sede di una enorme fiera agricola, durante l'ultima decade d'agosto, nella frazione Santo Stefano (allora di proprietà della famiglia Magdalone); si commerciavano animali a migliaia, tra cui mucche, buoi, cavalli, asini, muli e suini.
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Rende si estende dalla riva est del fiume Crati a una quota altimetrica di circa 165 m s.l.m. fino alle propaggini orientali della Catena Costiera con le frazioni Malvitani a 330 metri s.l.m. e Nogiano a 525 metri s.l.m. Il territorio si dispone su un profilo altimetrico compreso tra 129 e 1137 metri s.l.m., e presenta zone montane ad ovest che pian piano degradano verso est formando colline, su una delle quali sorge il centro storico, fino ad arrivare alla Valle del Crati dove grazie ad ampie aree pianeggianti si estende la città moderna. Il Crati è il fiume più importante che la attraversa, insieme ai suoi affluenti Campagnano, Emoli e Surdo.
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