Morano Calabro, in breve
Morano Calabro [ˌmoˈraːno ˈkaːlabro] (Murènu [ˌmuˈrɛːnu] in dialetto moranese) è un comune italiano di 3 735 abitanti situato nella zona settentrionale della provincia di Cosenza in Calabria. È uno dei principali centri del parco nazionale del Pollino. La sua posizione strategica nell'alta valle del fiume Coscile (antico Sybaris di epoca magno-greca) alle pendici del massiccio del Pollino, ha contribuito al suo sviluppo in epoca antica ed al suo splendore nei periodi medievale e rinascimentale, in particolare sotto la signoria dei Sanseverino di Bisignano.
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Sull'origine del toponimo non si hanno precise concordanze storiche e si sono ipotizzate varie teorie. Fra le tante, la congettura creatasi sull'erronea supposizione che Morano sia stata fondata o abitata dai mori, giustificata sulla base di una presunta assonanza etimologica. Questa tesi è in realtà del tutto infondata, visto che l'insediamento (accertato dal II secolo a.C.) era preesistente alle incursioni saracene.
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Situata sulla sommità dell'abitato nei pressi del Castello, la fondazione risale intorno all'anno mille, probabilmente al 1007. Sulle attuali architetture hanno inciso una serie di interventi successivi, ad eccezione del campanile in pianta quadrangolare di epoca medievale, che dell'impianto originario mantiene la posizione visivamente arretrata rispetto alla chiesa. La facciata a falde laterali ribassate a capanna, ammodernata in epoca barocca, è sormontata nel timpano da una nicchia con la statua di San Pietro attestabile al periodo angioino. L'interno in tre navate a pianta basilicale è decorato da delicati stucchi in stile rococò (seconda metà del secolo XVIII).
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Nel comune di Morano Calabro si trovano una Scuola Materna dell'infanzia, una Scuola Elementare e una Scuola Media Statale. Museo di Storia dell'Agricoltura e della Pastorizia, ideato e realizzato da Francesco Mainieri (1930-2015), allestito nel centro storico di Morano, nei locali di palazzo Salmena. Custodisce antichi oggetti agricoli con riferimento ai vari passaggi della storia contadina. Museo e centro studi naturalistici "Il Nibbio", custodisce reperti sulla flora e sulla fauna del Parco del Pollino. Nel mese di maggio in occasione della festa patronale, viene annualmente svolta in più giorni la festa della bandiera, rievocazione storica della battaglia fra moranesi e saraceni con ricco corteo storico in costume rinascimentale, con sbandieratori e cavalieri.
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La gastronomia moranese, permeata dai sapori della cucina povera, si avvale delle colture del territorio come legumi, cereali, ortaggi e privilegia i sapori naturali, il “fatto in casa”, le classiche tecniche di preparazione retaggio del mondo contadino. I tanti prodotti locali, frutto delle lavorazioni artigianali tradizionali (formaggi, salumi, conserve alimentari con olio o aceto), si uniscono alle pietanze popolari come la pasta fresca, le minestre, le zuppe preparate secondo le usanze domestiche all'insegna della genuinità e del rispetto del passato.
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L'economia si basa essenzialmente sulle attività turistiche, dal 2003 il comune è associato al circuito dei borghi più belli d'Italia è inoltre insignito della Bandiera arancione del Touring Club Italiano.
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Morano Calabro si trova in una verde zona collinare della valle del fiume Coscile, nei pressi del confine con la Basilicata. Il suo territorio è caratterizzato da rilievi in larga parte della sua superficie, particolarmente accentuati nei versanti posti a nord e a nord-ovest. Un'ampia conca semipianeggiante intervallata da colline si situa a partire dalle adiacenze suburbane: essa è fiancheggiata ad ovest dal borgo sul Colle di Morano e dalle pendici del monte Calcinaia a sud; a nord dal Piano di Ruggio (1550 m), dal Monte Pollino (2248 m), dalla Serra del Dolcedorme (2267 m) e dalla Serra del Prete (2181 m); sul versante ionico dai monti Sant'Angelo e Monzone; in quello tirrenico dalla pietrosa scoscesa che conduce al Valico di Campotenese.
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