Celico, in breve
Celico (Cylikon in greco bizantino) è un comune italiano di 2 406 abitanti della provincia di Cosenza ai piedi del monte Serra Stella (1.813 m) nella Sila. Il centro urbano si trova a 750 m s.l.m. mentre il punto edificato più alto è la frazione di Manneto che si trova tra 800 e 825 metri di altitudine. Numerose sono le località montane situate nel comune di Celico, tra le quali: Fago del Soldato (m 1450 s.l.m.), Lagarò (m 1154 s.l.m.), Salerni (m 1237 s.l.m.), nonché il valico di Monte Scuro (m 1618 s.l.m.), dal quale, attraverso un percorso di 13 km, è possibile raggiungere il monte Botte Donato (m 1928 s.l.m.)…
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Faceva parte dell'antica Universitas Casalium. Nella prima metà del XII sec. diede i natali a Gioacchino da Fiore. Nel 1600 divenne signore feudale il Granduca di Toscana e tra il 1644 e il 1647 Celico fu sede di un governatore scacciato poi da una rivolta popolare. Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Celico fu uno dei 14 comuni della Calabria designati dalle autorità fasciste ad accogliere profughi ebrei in internamento libero. Vi furono confinati 5 profughi ebrei (tra cui una famiglia austriaca con una bambina). Furono tutti liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943. Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 3 ottobre 2005. Stemma Gonfalone
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