Oriolo, in breve
Oriolo (Rijùuë in dialetto locale) è un comune italiano di 1 734 abitanti della provincia di Cosenza, in Calabria. Di origine remote, nacque come fortezza a difesa dei cittadini scappati dalle coste per rifugiarsi dalle continue incursioni dei saraceni. Arroccato su uno sperone a circa 450 metri d'altezza, conserva un borgo medievale, con facciate di palazzi nobiliari, sulla strada principale che porta al castello aragonese. Fu feudo dapprima dei Sanseverino da Salerno, per poi passare nel XVI secolo, ai marchesi Pignone del Carretto.
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Il geografo greco Strabone cita il fiume Siri parlando della guerra sostenuta dai Tarantini, quando questi ultimi assoldarono Alessandro il Molosso, re dell'Epiro e zio di Alessandro Magno. Il "kastron" di Oriolo era all'incrocio fra il valico montano che da Pandosia Bruzia attraversava la Lagaria, Serra Maiori, il territorio di Oriolo, fino a Sibari, oltre il Pollino, e la strada di penetrazione lungo la valle dell'Acalandro. L'attuale città fortificata venne costruita per difendersi da eventuali invasioni saracene. È tristemente nota quella di Abbas Ibn Fadhl, poi sconfitto da Ludovico II, e Niceforo Foca. Un'altra più feroce invasione fu quella di Ibrahim Ibn Ahmed, che mise a ferro e fuoco la Calabria, soprattutto lungo la costa.
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La chiesa di San Giorgio, chiesa madre di Oriolo, è un luogo di culto di origine normanna, adiacente al castello. Venne ampliata e adornata nel Settecento. Al suo interno, a tre navate, è conservata una statua della Madonna col Bambino risalente al 1581, e di guardia all'ingresso, due leoni del 1264. Sparse qua e là nel centro storico vennero costruite cappelle devozionali sia da parte di privati che dell'Università. Si citano la cappella di S. Francesco di Paola, inserita nel palazzo Toscani, di S. Michele, oggi distrutta e sull'omonima piazzetta, della SS. A Annunziata ius patronato dell'Università, nelle vicinanze della chiesa madre. Quest'ultima fu ed è il centro della religiosità della comunità di Oriolo. Il titolare è san Giorgio, da sempre protettore di Oriolo.
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Il comune dal 2016 è associato al club de "I borghi più belli del Mediterraneo", de "I borghi più belli d'Italia" ed è stato insignito della Bandiera arancione, marchio di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano.
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Si arriva ad Oriolo mediante la Strada statale 481 della Valle del Ferro, una larga e scorrevole superstrada di recente costruzione che collega Oriolo alla Costa Jonica in poco più di 10 minuti. Chi viene da Sud deve imboccarla ad Amendolara e proseguire per 22 km, chi viene da Nord (SS 653 Lauria-Policoro) deve invece all'altezza del lago di Monte Cotugno imboccare la SS 92, che poi si congiunge prima di Cersosimo nella SS 481 che conduce ad Oriolo. Oriolo è collegata via autobus di linea ad Amendolara mediante le autolinee SAJ con varie corse al giorno. Inoltre, è collegata con Cersosimo sempre con le autolinee SAJ nei giorni feriali.
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