Lungro, in breve
Lungro (Ungra in arbëresh) è un comune italiano di 2 026 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. Sito a 600 metri s.l.m. e posto a nord-ovest del capoluogo della omonima provincia, nel medioevo era già noto come casale "Lungrum" e, nel XV secolo, fu terra di approdo per gli esuli dall'Albania in fuga dai turco-ottomani.
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Il nome Lungrum appare per la prima volta nella storia, intorno al XII secolo. Nel 1193, Ogerio (o Ruggero) e Basilia, feudatari Brahalla (antico nome di Altomonte), con il beneplacito di Soffrido, vescovo di Cassano, concessero il territorio antistante la chiesetta di Santa Maria de Fontibus nei pressi del casale di Lungrum (anche Hungarium) ai monaci basiliani «totum casale […] Lungrum, cum omnibus vassallis, angariis, & villani qui sunti ibi». Attorno al monastero si sviluppò un piccolo agglomerato rurale abitato da gente autoctona.
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Esistono due monumenti "alla memoria" su corso Giorgio Castriota Scanderbeg: il monumento dedicato ai Caduti ed il monumento dedicato ai Salinari. Tra i luoghi di interesse naturalistici si può individuare Piano del Faggio, Piano del Minatore e Piano Campolongo, quest'ultimo si trova a circa 1.200 metri s.l.m. ed è una delle porte di accesso al Parco Nazionale del Pollino. Alcuni punti panoramici come la strada "ka udha" (salita gjitonia sant'Elia) dalla quale si può scorgere l'intero paese e tutta la piana di Sibari o Piazza Brego dal quale osservare il centro storico e i monti sopra di esso. Cattedrale di San Nicola di Mira (Qisha e Shën Kollit, XVIII secolo), è la principale chiesa dell'Eparchia di Lungro.
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Biblioteca comunale «Alberto Straticò»; Biblioteca della Cattedrale; Fondo Curia vescovile; Fondo privato Alfredo Frega; Fondo privato Famiglia Stratigò. Scuola Materna Statale Scuola Materna Paritaria "De Santoianni" Scuola Primaria Scuola Secondaria di Primo Grado Liceo Scientifico Sportivo Istituto Professionale Industria e Artigianato Museo Storico della Miniera di Salgemma: inaugurato nel 2010 raccoglie cimeli, documenti, divise di chi ha lavorato all'interno dello stabile; trasferito nel 2022 presso la sede dell'ex biblioteca comunale, in Corso Skanderbeg, viene inaugurato il 14 maggio dello stesso anno e intitolato alla memoria del professore Giovan Battista Rennis, ideatore del museo.
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La gastronomia (të ngrënit) arbëreshe trova a Lungro un interessante crocevia per degustare le specialità tipiche arbëreshe e mediterranee. A Lungro è possibile gustare la pasta fresca in tutte le sue forme: maccheroni (rrashkatjelt), gnocchi (strangulrat), lasagne (tumac), spaghettini (fidhilt), bucatini (hullonjrat), conditi da semplici salse al pomodoro fresco e basilico, oppure da sughi a base di carne di maiale o capretto. Tra le specialità tipiche ha un posto di rilievo Shtridhelat me fasule, una particolarissima pasta lavorata finemente a mano e condita con una salsa al pomodoro e fagioli. È il piatto tipico di Lungro di origine albanese, in quanto non trova riscontri se non in altri paesi albanesi.
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Nei pressi dell'abitato troviamo un'importante e profonda miniera di salgemma. Il giacimento salifero di Lungro, citato anche da Plinio il Vecchio, è stato la più grande ricchezza della Piana di Sibari sino al 1976, anno della chiusura. Il sale di Lungro veniva esportato in tutta la Calabria, in qualche altra regione d'Italia, e anche in Europa. La miniera di salgemma di Lungro diede lavoro a tantissimi lavoratori, che ogni giorno scendevano i 2000 gradini che portavano alle gallerie. Schematicamente la miniera di salgemma di Lungro era composta da un ammasso salino che aveva la forma di un cono rovesciato che si restringeva man mano che i salinari scendevano nei vari piani e livelli del sottosuolo.
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L'abitato è situato alle falde del monte Petrosa a 600 metri s.l.m. ed è fiancheggiato da due fiumi: il Galatro (o Fiumicello) e il Tiro. Il Mar Ionio dista poco più di 40 km raggiungibili attraverso la SS 534 e la SS 106. Confina ad est con il territorio del comune di Saracena, a sud e sud-ovest con quelli di Firmo e Altomonte (il torrente Fiumicello delinea il confine), a nord-ovest con il territorio di Acquaformosa e sulle zone montuose all'interno del Parco nazionale del Pollino, rispettivamente a nord-ovest e nord, con San Donato di Ninea, Orsomarso e Verbicaro.
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